Cambiata l’ora ma quale futuro?

Nella notte tra il 30 e il 31 marzo tutti abbiamo spostato le lancette dell’orologio un’ora avanti. Fino al 27 ottobre, dunque, terremo le lancette così accordate sull’orario, quando, cioè, le riporteremo indietro di un’ora. Perché e come sarà in futuro?

Perché il cambio d’ora?

Il cambio d’ora è stato deciso moltissimi anni addietro con l’obiettivo di risparmiare energia elettrica, quindi il costo non solo per le famiglie e per le imprese di ogni genere, relativamente all’utilizzo dell’illuminazione ma anche realizzando un significativo risparmio energetico per lo Stato.

Il risparmio per ciascuna persona sarà anche piuttosto limitato ma se moltiplicato per il numero di famiglie nel Paese sono molti soldi risparmiati e molta meno energia prodotta con beneficio per l’ambiente.

Non è certo un’invenzione italiana, la prima adozione dell’ora legale la si trova addirittura in Inghilterra finalizzata al recupero di risorse economiche duramente decurtate dalle spese militari legate al conflitto mondiale che, come qualsiasi guerra, in qualsiasi epoca mette in difficoltà l’economia delle Nazioni. Nel 1919 con lo stesso scopo venne adottata anche dall’Italia ma in seguito abbandonata.

Già nel periodo delle guerre diffuse in Europa, ormai secoli addietro, ai tempi successivi alla Rivoluzione francese, l’economia delle Nazioni era dissestata dalle ingenti spese di guerra e ancora è stato così dopo la prima guerra Mondiale.

Il cambio d’ora in Italia

Decenni fa si visse un momento di crisi petrolifera che portò, tra l’altro all’Austerity, alla circolazione a targhe alterne e alle domeniche pedonali. In questo quadro era chiaro che l’epoca dello spreco era finita e anche la  disponibilità infinita dei prodotti petroliferi.

La necessità di ridurre il fabbisogno energetico portò alla reintroduzione del cambio d’ora che nel 1980 durava solo 4 mesi, da fine maggio a fine settembre ma dall’anno successivo e fino al 1995 venne allungata a 6 mesi e infine, dal 1996 allungata ancora a 7 mesi così com’è ancora oggi.

 La delibera UE

Da pochi giorni il Parlamento Europeo ha deliberato la fine del cambio d’ora. Basta, quindi, con lo spostamento delle lancette due volte l’anno. A partire dal 2021 ciascuno Stato dell’UE dovrà decidere quale ora adottare definitivamente senza più cambiarla.

Chi deciderà di mantenere costantemente l’ora legale dovrà spostare per l’ultima volta le lancette a marzo 2021, chi invece deciderà per l’adozione definitiva dell’ora solare lo dovrà fare l’ultimo week end di ottobre 2021.

L’Europa, quindi, si troverà a dover fare i conti con Stati che potranno avere tra loro una differenza di ben due ore.

Il risparmio energetico non serve più?

Siamo in un periodo in cui è crescente la consapevolezza di risparmiare energia. Ne sono una prova gli incentivi e le agevolazioni fiscali a favore di chi realizza interventi impiantistici di miglioramento energetico edilizio per risparmiare energia.

Lo Stato ha la necessità di lavorare sulla bilancia energetica per motivi economici e non passa giorno in cui non venga ribadita la necessità di ridurre il consumo di energia per preservare l’ambiente riducendo l’emissione di gas serra in atmosfera.

Sorprende, quindi, la decisione dell’UE di abolire il cambio dell’ora che, ci hanno sempre detto, consente di risparmiare somme ingenti in risparmio energetico e di inquinamento atmosferico.

Oggi non è più così? Questo induce a pensare che non fosse vero tutto ciò che è stato detto fino ad oggi oppure che non ce n’è più bisogno. L’ambiente non ha necessità di essere salvaguardato e protetto? i Gas serra non devono più essere ridotti oppure la causa di questo non è legato alla produzione di energia?
Una tale decisione disorienta i cittadini dei vari Stati Europei che fanno fatica a capire come mei principi così importanti sono stati validi fino ad oggi e non lo saranno più domani, comunque tant’è.

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